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COME FUNZIONA LA TORRE DI CONTROLLO? COME SI DIVENTA CONTROLLORE DI VOLO? VIENI CON THAT! ALLA SCOPERTA DI UNO DEI LAVORI PIU’ SPECIALIZZATI AL MONDO


“E come posso controllare senza la Torre di Controllo?”

Questa citazione, tratta dal film L’aereo più pazzo del mondo…sempre più pazzo, benché proveniente da un film comico/demenziale, fa emergere con una semplice domanda quanto sia importante la presenza della Torre di Controllo all’interno di un aeroporto.
Ma che cos’è esattamente la Torre di Controllo? Quale compito specifico svolge?
L’ Air Traffic Control Tower o più semplicemente TWR è, oltre al nome stesso dell’edificio che lo ospita, l’Ente deputato al controllo del traffico aereo in tutti gli aeroporti che superano un certo volume di voli e in cui è indispensabile organizzare e controllare i movimenti di terra, di avvicinamento e di partenza degli aerei che vi transitano. Infatti, mentre nei piccoli aeroporti sono i piloti stessi che si coordinano tra di loro via radio, autogestendo le precedenze secondo le Regole dell’aria, negli aeroporti con grande traffico, con aerei che vanno dagli Airbus A330, ai B747; dai Fokker 100 ai Dornier; dai jet executive ai charter private plane - solo per citarne qualcuno… - questo tipo di gestione risulterebbe impossibile.

Di fatto, è il cuore nevralgico di un aeroporto. Da qui vengono impartiti tutti i comandi che sono necessari alle operazioni in termini di sicurezza ed efficienza.

Ci sono tre specifiche fasi di controllo:
  • Di torre: Gestisce tutto il traffico al suolo, in pista, e nelle immediate vicinanze dell'aeroporto.
  • Di avvicinamento: Dirige l'instradamento da e verso le aerovie, separando arrivi e partenze e impostando le sequenze di arrivo con l'opportuno spaziamento tra successivi voli.
  • D’area: Coordina il traffico in rotta, sulle aerovie.
Quando è terminato l’imbarco dei passeggeri e l’aeromobile è pronto per la partenza, il pilota si mette in contatto con la Torre di controllo che lo autorizza a mettere in moto il velivolo e a spostarsi dal parcheggio verso le piste di rullaggio. Questa fase, chiamata “controllo di aerodromo”, termina quando il pilota viene autorizzato al decollo.
Una volta decollato, il velivolo passa allo stadio due di “controllo di avvicinamento” che ne garantisce un sicuro instradamento verso la successiva fase di rotta per l’inserimento nell’aerovia che gli è stata assegnata. Raggiunta l’aerovia, si passa alla parte tre, quella di “controllo d’area”, che sorveglierà il mantenimento di rotta. In questa fase, al velivolo viene assegnato un livello di volo e indicata la traiettoria da seguire, in modo che rimanga sempre alla distanza di sicurezza, sia verticale che orizzontale, rispetto agli altri velivoli.

In prossimità dell’aeroporto di destinazione, l’aereo passa nuovamente nella fase di “controllo di avvicinamento”, dove il nuovo Ente che lo prende in carico lo guida vettorandolo in discesa, secondo la sequenza di arrivo, all’allineamento con la pista di atterraggio destinatagli.

Quando l’aeromobile è stabilizzato sul sentiero di atterraggio e in vista dell’aeroporto, la gestione viene affidata di nuovo alla Torre di controllo dell’aeroporto di destinazione, che guida l’aereo fino al parcheggio.

Inoltre, ogni volta che gli aeromobili entrano o escono dallo spazio aereo italiano, i controllori del traffico aereo dialogano con gli Enti omologhi stranieri dei paesi limitrofi inviando e ricevendo notizie sul traffico interessato nell’area.

Insomma, un aereo non è mai seguito da un’unica persona ma “passato” da un referente all’altro in base alla sua fase di volo.

Quello del controllore di traffico aereo o più semplicemente CTA o “Uomo Radar”, come viene anche chiamato, è un mestiere complesso e di grande responsabilità, che richiede considerevole capacità di concentrazione e rapidità di ragionamento nei momenti di stress. Sono necessarie anche elevate capacità di lavoro coordinato e in team. I periodi prolungati di attività, il numero di decisioni delicate da prendere in poco tempo, i livelli di picco del traffico e la paura delle conseguenze dell’errore, sono fattori cruciali di sovraffaticamento che il CTA deve saper arginare e tollerare, anche in caso di reazioni emozionali particolarmente intense, che si verificano in occasione di incidenti di volo o mancate collisioni.
Per questo motivo, i candidati sono sottoposti a un accuratissimo sistema di selezione.
Di questo si occupa l’ENAV che oltre al reclutamento impartisce la formazione - e l’aggiornamento - presso l’Academy ENAV , che si trova a Forlì.
ENAV è ai più alti livelli tra i service provider internazionali ed è proprio in virtù di questo posizionamento che gli è stato richiesto di esportare il proprio know how presso gli altri Service Provider esteri. E questo ci rende estremamente orgogliosi, oltre che tranquilli!

La prima fase formativa – che è selettiva - dura circa 14 mesi ed è orientata alla parte teorico-pratica. Superata questa prima parte, è previsto un periodo di addestramento “on the job direttamente nella struttura di assegnazione della durata di circa 4 mesi che porta alla prima abilitazione. Gli allievi che superano il test conclusivo acquisiscono la Licenza di Controllore del Traffico Aereo e vengono assunti da ENAV.

A seconda del ruolo svolto, le categorie dei controllori del traffico aereo sono:

  • Controllore Ground: Controlla e gestisce i movimenti dei velivoli nell’area aeroportuale, a terra.
  • Controllore Delivery: Autorizza la messa in moto dei velivoli e la rotta.
  • Controllore di Torre: Gestisce il decollo e la prima fase del volo per gli aeromobili in partenza e, per quelli in arrivo, l’ultima parte di volo e l’atterraggio.
  • Controllore di Avvicinamento: Dirige il volo nella fase di instradamento dall’aeroporto verso la rotta e dalla rotta verso l’aeroporto.
  • Controllore Radar: Segue gli aeromobili durante la fase di rotta.
Il lavoro è organizzato in turni, anche notturni. Il servizio di controllo è garantito 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. La retribuzione varia in base alle competenze acquisite e all’anzianità e va, indicativamente, dai € 60.000 ai € 90.000 lordi l’anno.
Nel nostro paese, ci sono 1.900 controllori di volo (dati del 2016), di cui il 13% donne.

Qualcuno potrebbe essere portato a pensare che un CTA sia un pilota mancato, ma non è così. E’ un professionista altamente specializzato che collabora con il proprio lavoro di alta responsabilità al funzionamento del traffico aereo.

Nel sistema aeroportuale, assieme ai colleghi pilota e Flight Attendant sono deputati alla sicurezza del volo, per permettere ai passeggeri di volare in totale tranquillità.

Noi di THAT! abbiamo avuto il privilegio di poter visitare la Torre di Controllo dell’aeroporto di Milano Malpensa e vi assicuriamo che è stata un’esperienza adrenalinica, estremamente formativa e utile a capire il dietro le quinte del trasporto aereo.

That Aviation Italia: passione per il volo.
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